Our LogoOur Logo

Nuovo Sistema di Ticketing Attivo

Abbiamo recentemente aggiornato il nostro sistema di ticketing per offrirti un servizio più efficiente e strutturato.

Accesso al Nuovo Sistema

Se sei già in possesso delle nuove credenziali, puoi accedere normalmente al portale per inviare richieste di supporto.

Non Hai le Credenziali?

Se non sei ancora in possesso delle credenziali di accesso, ti invitiamo a contattarci all’indirizzo email: [email protected]

Il nostro team sarà lieto di fornirti tutto il necessario per accedere al nuovo sistema.

Digital Solutions

Fine supporto Windows 10: implicazioni, rischi e piani d’azione

Lorenzo Fiori


Fine supporto Windows 10: cosa cambia davvero e come prepararsi

Ad ottobre 2025 termina ufficialmente il supporto per Windows 10, data oltre la quale non arriveranno più aggiornamenti di sicurezza, bug fix o assistenza tecnica da parte di Microsoft, pur continuando il sistema a funzionare sui dispositivi esistenti. Questo passaggio impone a professionisti e aziende di pianificare una transizione consapevole per mantenere sicurezza, affidabilità e conformità alle normative vigenti.

Cosa significa “fine del supporto”

Dopo la scadenza, i PC con Windows 10 restano operativi ma non ricevono più patch di sicurezza, diventando progressivamente più esposti a malware, ransomware e vulnerabilità note che non verranno corrette. Microsoft chiarisce che, sebbene le applicazioni possano continuare a girare, nel tempo si potrebbero riscontrare cali di performance, problemi di compatibilità e maggior rischio di incidenti di sicurezza, con impatti soprattutto in ambienti professionali. Anche la suite Microsoft 365 continuerà a ricevere aggiornamenti di sicurezza su Windows 10 per un periodo limitato, ma la raccomandazione ufficiale resta l’upgrade a Windows 11 per preservare performance e affidabilità nel medio e lungo termine.

Image

Le strade possibili: aggiornare, estendere o sostituire

Il percorso preferibile per la maggior parte delle aziende è l’aggiornamento a Windows 11, purché l’hardware soddisfi i requisiti minimi: CPU a 64 bit con almeno due core a 1 GHz, 4 GB di RAM, 64 GB di storage, firmware UEFI con Secure Boot, TPM 2.0 e GPU compatibile con DirectX 12 e driver WDDM 2.0. Questi requisiti, più stringenti rispetto alle versioni passate, possono essere verificate con strumenti come Controllo integrità del PC, considerando che alcune funzionalità più recenti richiedono componenti ancora più moderni rispetto ai requisiti base indicati sopra, soprattutto per feature basate su AI introdotte da poco.

Per chi non può migrare entro la data, Microsoft rende disponibile il programma Extended Security Updates (ESU), che consente comunque di ricevere patch di sicurezza dopo la fine del supporto, a fronte di un abbonamento annuale. Per le aziende, il primo anno costa 61 dollari per dispositivo, e il prezzo raddoppia ogni anno per un massimo di tre anni, riflettendo la natura transitoria della soluzione.

Per gli utenti consumer è previsto un piano annuale a 30 dollari per un anno aggiuntivo. In alcuni casi, Microsoft ha inoltre previsto iniziative per un anno extra di aggiornamenti di sicurezza fino a ottobre 2026, incluse opzioni legate all’uso di Windows Backup e all’iscrizione al programma con account Microsoft, rendendo il primo anno accessibile a una platea più ampia.

Quando i requisiti di Windows 11 non sono soddisfatti o l’hardware è troppo datato, la sostituzione del PC diventa la strada più sicura e strategica, sia per motivi di sicurezza sia per garantire supporto e prestazioni adeguate nel ciclo di vita successivo. In alternativa, per casi d’uso specifici, è valutabile un passaggio a sistemi diversi (ad esempio ambienti cloud Windows 365 o piattaforme differenti), ma si tratta di scelte che richiedono un’analisi applicativa e di processo approfondita.

Come pianificare la transizione in modo pragmatico

La preparazione inizia da un assessment dell’inventario: compatibilità hardware con i requisiti di Windows 11, mappatura delle applicazioni, dipendenze e dati critici, con particolare attenzione ai software legacy e ai driver. È utile impostare una fase pilota su un sottoinsieme rappresentativo di utenti e carichi di lavoro, così da validare prestazioni, compatibilità e policy di sicurezza prima del roll-out esteso. Per ambienti IT gestiti, strumenti come Microsoft Intune e Configuration Manager semplificano distribuzioni, policy e aggiornamenti, mentre backup completi con Windows Backup e procedure di ripristino testate riducono il rischio operativo durante il cambio di piattaforma.

Sul piano della conformità, la fine del supporto impone di rivedere il modello di rischio: l’uso prolungato di un sistema operativo privo di patch può entrare in conflitto con requisiti di “misure tecniche adeguate” previsti da normative come il GDPR, rendendo ancora più importante la scelta tra migrazione o ESU entro finestre temporali definite. Una roadmap realistica dovrebbe prevedere milestone entro fine estate 2025 per chiudere l’assessment, avviare il pilota e iniziare il roll-out, lasciando l’ESU come rete di sicurezza temporanea, non come soluzione strutturale.

Image

La postazione che ti consigliamo

Per una transizione solida e duratura nel tempo, la configurazione ideale prevede un notebook con CPU recente, storage veloce, sicurezza hardware e periferiche di qualità, così da massimizzare compatibilità con Windows 11 e aggiornamenti futuri.

Una postazione equilibrata che ci sentiamo di consigliarvi per l’uso professionale comprende un portatile come un Dell Latitude 5450 (a un costo di circa 900€), questa macchina è dotata di tutte le caratteristiche necessarie per supportare a pieno windows 11 e durare nel tempo, inoltre un 14 pollici è spesso preferibile perchè più facile da trasportare rispetto alle altre varianti.

A questo portatile possiamo abbinare una docking station USB-C/Thunderbolt per alimentazione e connettività semplificata come la Dell WD19S (a un costo di circa 170€), un monitor esterno Dell S2725H da 27” FHD (a un costo di circa 150€) con stand regolabile in altezza, tastiera a basso profilo, e un mouse ergonomico (il set KB7120 di Dell è un ottimo candidato).

Crediamo che una postazione debba essere modulare: In questo modo è possibile sostituire e aggiornare in modo indipendente le sue componenti. Questo approccio garantisce flessibilità, favorisce la sostenibilità e consente di allungare sensibilmente il ciclo di vita delle attrezzature, assicurando alle persone e alle organizzazioni di adattarsi facilmente alle nuove esigenze senza dover ripartire da zero.

WindowsMacOS